31
Ottobre
2008
Social network con il
cliente
Le grandi software house si interrogano su come adattare le proprie
strategie e i propri prodotti a una rete che cambia più rapidamente del
previsto. Una delle domande che più frequentemente si pongono è: «Come si fa a
dialogare con la Facebook generation?». Ed è una domanda per rispondere
compiutamente alla quale ci vorrà ancora tempo.
Ci sono comunque aziende che stanno affrontando seriamente la questione. Fra
queste, la Oracle, che sta progressivamente ristrutturando la propria offerta in
materia di Crm (Customer relation manager), ovvero di quei software che servono
a rendere produttive le relazioni fra le imprese e i loro clienti. Nel corso
di una conferenza organizzata nei giorni scorsi dalla Oracle a Parigi, Martin
Nitsche, che alla banca tedesca Dresdner Bank si occupa del rapporto con la
clientela, ha spiegato: «Rispetto ai social network, il comportamento dei
clienti che lavorano nelle aziende è esattamente lo stesso di quelli del mercato
consumer. Le imprese sono fatte di persone e senza dubbio tutte le persone che
hanno a che fare con l'internet stanno reagendo con entusiasmo alla diffusione
dei network sociali».
Il cliente della generazione Facebook non ama conversare
con i propri fornitori in modo tradizionale. È refrattario al marketing. Ha
scoperto il valore del Web 2.0 e vorrebbe poterlo ottenere anche nelle relazioni
commerciali, nel supporto tecnico, nelle attività di selezione dei nuovi
prodotti di cui ha bisogno. Quando è a caccia di un prodotto si collega
raramente al sito dell'azienda che lo produce, ma preferisce entrare in un
social network e chiedere consigli alle persone di cui si fida. Secondo una
recente ricerca commissionata da Oracle, soltanto il 20% dei clienti si fida dei
professionisti della comunicazione. Una percentuale che cresce al 29% per i Ceo
delle imprese, al 53% per gli analisti, al 57% per gli accademici. Ma il 70%
degli utenti dei social network, secondo questa ricerca, si fida soprattutto dei
propri simili, delle persone come lui che hanno le stesse esigenze e sono
disposte a dare un consiglio disinteressato a chi ne ha bisogno.
E questo alle aziende crea un problema culturale non da
poco.
Curiosando nei nuovi listini della Oracle si scoprono prodotti
impensabili solo un paio d'anni fa. Come Mix, una piattaforma che permette ad
aziende di ogni tipo di creare in breve tempo network sociali per dialogare con
i propri clienti. O come Press Relation 2.0, che puntando sulla rete invece che
sulle pierre tradizionali è in grado (secondo la Oracle) di raddoppiare la
diffusione delle notizie dimezzando i costi.
La società di Larry Ellison ha anche progettato una versione per iPhone dei
propri software dedicati ai venditori, che permette di ottenere
in tempo reale le informazioni su uno specifico cliente, controllando fra
l'altro il suo profilo sui principali social network, LinkedIn e Facebook
compresi.
Le aziende che hanno capito come usare in modo produttivo il nuovo web sono
ancora pochissime. Alcune sono tentate dal suo "lato oscuro" e sperimentano
atteggiamenti non troppo corretti, come i finti commenti sui blog della rete.
Altre restano alla finestra, in attesa di capire quale piattaforma di social
networking finirà per averla vinta o di vedere come si muoveranno i concorrenti.
Ma qualche pioniere inizia a fare capolino. Come L'Oreal, che ha recentemente
avviato una massiccia campagna volta proprio a usare il Web 2.0 per creare con i
propri clienti relazioni nuove, tutte da esplorare.
Fonte: il sole 24 ore, Paolo C. Conti
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